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LA CENTRALE IDROELETTRICA LAGO
SAETTA
Da pioniere, il dottor G. Orlando,
unico nel Mezzogiorno, nel 1911, con un invaso situato alle
falde di Monte Mauro ed alimentato dal torrente Ficocchia,
creò la prima centrale idroelettrica, che forniva energia a
Pescopagano, Rapone, Ruvo del Monte, San Fele ed altri paesi
del circondario.
Di questa sua opera restano i segni
nelle storiche turbine recuperate dalla vecchia centrale e
sistemate al centro della piazzetta a lui intitolata - e
nelle fotografie, ritrovate tra i suoi libri di impianti
elettrici ed opere idrauliche, ritrovati e gelosamente
custoditi presso la sede della Fondazione.
Nel 1923, la S.O.L.E. di Pescopagano
(già fratelli Orlando), acquistò dalla Società Valsele di
Oliveto Citra , un minimo di 30
HP elettrici ( a lire
500 annue) per fornire energia ai comuni di Pescopagano,
Castelnuovo di Conza e Sant’Andrea di Conza ma
successivamente, il Dott. Orlando commissionò per
potenziarla , i lavori di costruzione dell’invaso Lago
Saetta.
Il progetto, che prevedeva la
costruzione di un lago artificiale della capacità di mc.
4.000.000 mediante sbarramento della valle del Saetta le cui
acque, oltre ad alimentare le centrali, dovevano servire a
scopi irrigui dando così origine alle prime canalizzazioni
attraverso le Piane di San Vito e San Genito in direzione
dell’ Ofanto, fu approvato con Regio Decreto di
concessione n.6376 , il 9 novembre 1933 .
Per dare completa attuazione al suo
progetto, l’infaticabile Orlando, dovette superare non pochi
ostacoli legati tanto all’opposizione di alcuni membri della
comunità, quanto a ragioni politiche che si
concretizzarono nella revoca del decreto di concessione del
contributo richiesto dallo stesso, per mano del governo
fascista ( 15 febbraio 1939) e nella sospensione dei lavori
da parte della Società.
Nel 1948, ben dieci anni dopo, a
firma dell’allora Presidente della neonata Repubblica
Italiana – Enaudi – fu approvata la variante di concessone
per la realizzazione dell’invaso.
Gli antichi lumi
a petrolio che nelle buie notti appena rischiaravano i
vicoli del paese per alcune ore e solo quando non vi era la
luna, scomparvero dunque da Pescopagano, segnando il
passaggio ad una nuova era : << quella dell’elettricità >> .
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